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venerdì 17 luglio 2026

CANICOLA

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Chi, negli ultimi giorni, 

dalla "canicola"

non s'è sentito soffocare? 🤔


È assolutamente normale,

nel culmine dell'estate,

considerato, non a caso,

il periodo più afoso dell'anno,

anche noto come "solleone"!


Ne ha pure parlato,

nel recente passato,

il mitico "Serpente Piumato",

che l'ha associato al ritorno

della costellazione di Orione!


«L'espressione "essere sotto il Sole Leone", o più comunemente "Solleone", prende il nome dal periodo in cui il Sole, astrologicamente, entra nella costellazione del Leone (piena estate, tra il 23 luglio e il 22 agosto), caratterizzato da un caldo intenso e afoso, tanto che in molte culture veniva associato ai giorni della "canicola".»

- Nei commenti gli approfondimenti -

🐉😇🦅


sabato 27 giugno 2026

LE SETTE SORELLE

 --

Chissà cosa pensano "loro"

(non solo coloro che studiano l'astronomia)

osservando le stelle,

da cui sono derivate le costellazioni

(importante quella del Toro)

che hanno originato miti e religioni? 🤔


Tra le tante c'è pure "Lei", 

ancor oggi ritenuta la più splendente,

capace, a distanza di millenni 

di far sognare l'appassionata gente.


Mi riferisco alla "costellazione di Orione"

per gli antichi greci un "cacciatore gigante",

innamoratosi, perdutamente,

di "sette sorelle", luminose e belle,

che ancora insegue, inutilmente ...

 

P.S. Il perché, ora, grazie all'IA, 

chiunque, personalmente, accertarlo potrà, 

per soddisfare la propria curiosità!


- Nei commenti gli approfondimenti -

🐉😇🦅

sabato 14 marzo 2026

UN MITO "ASTRO-COSMO-LOGICO"? 🤔

 --

LA TAUROCTONIA


[... «In ogni tempio romano dedicato a Mitra/Mithra, il posto d’onore era dedicato alla rappresentazione della "divinità" nell’atto di sgozzare un "Toro sacro". 

Mitra/Mitrha è rappresentato come un giovane energico, indossante un berretto frigio, una corta tunica che s’allarga sull’orlo, brache e mantello che gli sventola alle spalle. Mitra afferra il toro con forza, portandogli la testa all’indietro mentre lo colpisce al collo con una spada corta. La raffigurazione di Mitra è spesso mostrata in un angolo diagonale, col volto girato verso l’alto.

Un serpente  e un cane sembrano bere dalla ferita del toro (dalla quale a volte sono rappresentate delle gocce di sangue che stillano); uno scorpione, invece, cerca di ferire i testicoli del toro.» ...]

https://consulpress.it/mitra-il-sole-lamicizia-il-patto/


Questi "animali" 

rappresentano alcune delle costellazioni

 che si trovano sull’equatore celeste

 (nei pressi della costellazione del Toro) 

e la Tauroctonia ad Opera del gigante

 (Orione per noi e gli antichi Greci, 

Gilgamesh per i sumeri ed Osiride per gli Egiziani)

 è il simbolismo col quale è stata rappresentata

 "la fine" dell' "era precessionale del Toro", 

seguita da quella dell'Ariete, dei Pesci e,

ora, da quella dell'Acquario

https://www.giovannipelosini.com/2021/02/lalba-dellera-dellacquario/


Insomma, qual è la semplice verità? 🤔

Con grande probabilità, 

trattasi d'un mito "astro-cosmo-logico"

che descrive l'alternarsi delle ere 

(costituenti la "precessione degli equinozi"),

 cui l'antica umanità, allo scadere di ognuna, 

associava una "nuova divinità"!

🐉😇🦅

mercoledì 11 febbraio 2026

CARRUS-NAVALIS? 🤔

 --

Il moderno carnevale? 🥳

 Affonda le sue radici in antichi rituali,

prima egiziani eppoi romani,

del "Navigium Isidis" 

(la nave di Iside).


Una festività, 

dedicata alla citata, egizia, divinità 

(la stella Sothis/Sirio?)

 che di Osiride, suo sposo,

(la costellazione di Orione?)

 anticipava, celebrandola, 

la rinascita/resurrezione 

attraverso una mascherata processione!


Durante quel rito che,

grazie alla piena del Nilo,

dava pure inizio alla "stagione dell'alluvione",

una statua della dea veniva trasportata 

su quello che, per l'antica Roma, 

era un "carrus navalis

(carro a forma di nave), 

che ha poi dato origine al "car-navale". 


🎭🐉🦅🥳


 - Nei commenti gli approfondimenti -


lunedì 5 gennaio 2026

DALLA BEFANA ALL'EPIFANIA

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«La figura della Befana affonda le sue radici nei miti pagani della Grande Madre e nelle antiche tradizioni agrarie, molto prima di essere incorporata nella festività dell'Epifania cristiana. La Chiesa, non potendo sradicare completamente le usanze pagane radicate nel popolo, ha sovrapposto la sua leggenda: la vecchietta che rifiuta di seguire i Re Magi per poi pentirsi e distribuire doni a tutti i bambini nella speranza di trovare Gesù Bambino. Questa versione ha trasformato l'antica figura pagana in un personaggio benevolo e amato, mantenendo però molti dei suoi simboli originali.»


Avrebbero quindi ragione anche le tante persone

 che all'Epifania ed Orione (la costellazione)

associano una stretta correlazione? 🤔


Si, dai, ormai lo san tutti,

pure l'ultimo credente d'ogni religione! 

https://www.centrostudilaruna.it/dariospadabefana.html


Solleviamo, perciò, definitivamente,

anche quest'ultimo velo (di Maya, l'illusione):

 i tre saggi (o tre re) 

sono le tre stelle nella cintura di Orione 

(Osiride, probabilmente, per gli antichi egizi), 

il cui sorgere annunciava l’arrivo, imminente, 

di Sothis (la stella Sirio) che anticipava l'alba 

(la nascita del "piccolo Orus", il Sole 🌞 ,

figlio di Iside ed Osiride) 

annunciando, del Nilo, l'annuale inondazione 

(una "manna dal cielo")!

😇

mercoledì 20 agosto 2025

PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI

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Sia la scienza che la religione

si stanno occupando del fenomeno, affascinante,

della "precessione" (degli equinozi),

https://edu.inaf.it/rubriche/astronomo-risponde/la-precessione-degli-equinozi/

strettamente legato alla costellazione di Orione:

https://serpente-piumato.blogspot.com/2025/07/orione.html

Gilgamesh per i sumeri;

«Il mito di Gilgamesh e il "Toro Celeste", narra di un re sumero che affronta e sconfigge una creatura divina inviata dalla dea Ishtar. Questa leggenda, che si ritrova nell'antica letteratura sumera, ha profonde connessioni con la mitologia greca e persiana dove Orione, spesso raffigurato in lotta con un toro, incarna temi di eroismo e forza sovrumana.» (https://cards.algoreducation.com/it/maps/mappa-concettuale-e-riassunto-la-leggenda-di-gilgamesh-e-il-toro-celeste-64f0cb0adb4704f4cc6c8cf6)

Mithra per i persiani;

«I greci vedevano giacere sulla groppa del "toro celeste" le Pleiadi, le colombe cacciate da Orione-Scorpione. Una identificazione di Mithra con Orione nel quadro degli studi che hanno valorizzato l’interpretazione astrologica della principale scena del culto mitriaco è stata proposta da Michaël P. Speidel, Mithras-Orion: Greek Hero and Roman Army-God, Leiden 1980.).» https://www.atopon.it/il-mitraismo/

Osiride per gli antichi egizi.

https://www.paginefilosofali.it/la-precessione-degli-equinozi-e-le-piramidi-luigi-angelino/


Quel che ne ho dedotto IO?

Gli antichi "sacerdoti" avevano suddiviso il tempo,

lunghissimo, di circa 26.000 anni, della precessione,

associandolo ad ere di circa 2.000 anni ciascuna,

rappresentate da 12/13 costellazioni 

(raffigurate con antiche figure umane ed "animali").


Essi credevano (gli antichi sacerdoti)

 che allo scadere dei duemila anni, dal cielo,

 sarebbe scesa sulla Terra una nuova divinità

che avrebbe guidato l'inconsapevole umanità 

verso un'imprecisata, mutevole, verità! 

https://amicidimauro.wordpress.com/2018/03/23/piu-in-la/


Od, addirittura, fino all'immortalità!


Ma ora, nell'attesa, mi domando: 

Voi chi state, ancora, aspettando? 

🐉🤔🦅

sabato 5 luglio 2025

ORIONE

 --

ESTATE - CANICOLA - "SOL-LEONE"

e la famosissima costellazione di Orione.


Chi conosce ORIONE (il grande cacciatore 

che di due famosi cani era il padrone), 

sa che stiamo parlando di un'antichissima costellazione,

dalla cui osservazione è nata più d'una religione!

Secondo la mitologia greca era (ed è tuttora) la più brillante costellazione e veniva rappresentata come "un gigantesco e aitante cacciatore, il più abile dei suoi tempi, figlio di Euriale (figlia del re di Creta Minosse), e del dio del mare, Poseidone."

https://www.passioneastronomia.it/costellazione-di-orione/


Orione porta sempre con Sé due fedeli "cani": 

maggiore e minore 

(due asterischi, o gruppi di stelle, 

associati ad una costellazione), 

le cui stelle principali sono Sirio e Procione.

Per questo motivo, ancor oggi, Sirio, è soprannominata la 'Stella del Cane', e l’espressione “giorni canini” si riferisce al periodo che va da fine luglio fino alla metà di agosto, quando quella sorge in congiunzione col Sole. 

Per maggiori approfondimenti:

https://www.passioneastronomia.it/sirio-la-stella-piu-brillante-nel-cielo-notturno-della-terra

- segue nei commenti -

lunedì 28 ottobre 2024

IMMORTALITÀ?

 --

La piccola mente del credente?

Ha bisogno, evidentemente, 

di sostituire il sogno (illusione) della divinità 

(attesa, inutilmente, fin dall'antichità e che mai verrà, 

poiché, logicamente, se fosse stata davvero onnipotente 

avrebbe già provveduto a cambiare la caotica realtà)

con qualcosa o qualcuno 

che le dia una speranza d'immortalità!

(Cruccio che ebbe pure "Gilgamesh", personaggio mitologico,

anche associato alla costellazione di Orione)


Forse l'anima, chissà 🤔,

(psiche, coscienza unitaria, inconscio collettivo, Sé transpersonale

ed ogni altro nome inventato dalla credente umanità

per parlare di ciò che, ipotizza, le sopravviverà ...)

continuerà ad esistere per l'eternità,

non di certo l'io individuale (piccolo sé personale)

il quale tutti sappiamo la fine che fa!


Sarebbe dunque il "Sé transpersonale" 

la vera porta dell'eternità, aperta la quale, 

ciascuno trascende l'illusoria, realtà? 🤔

A ciascuno il gusto della scoperta, della propria verità! 


P.S. Trovi questo post esilarante? Non hai ancora letto, evidentemente, cosa ha scritto un noto "guru" di recente! 


--

giovedì 24 ottobre 2024

I TRE "RE"

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I tre "re magi" che affrontano il lungo cammino,

(per portare doni al "Sole bambino" )

sono davvero le "tre stelle della cintura d'Orione"?

[... "Per gli Egizi Orione era l’immagine celeste del dio Osiride, colui che avremmo incontrato alla fine del nostro cammino e che ci avrebbe giudicato nell’aldilà" ...]


Lo pensano, ormai, sempre più persone,

specialmente tra quelle che hanno avuto l'occasione 

di seguire un semplice servizio

sulle "tre piramidi italiane nella Valle del Curone"

ove viene spiegato, semplicemente,

 che quelle rappresentavano, nell'antichità,

il calendario allora utilizzato dall'umanità 

per prevedere, con precisione e senza paura,

l'arrivo della stagione utile all'agricoltura.


La differenza? 

In Egitto, le piramidi più famose, 

prevedevano "il ritorno" della "stagione dell'alluvione"

(quando la stella Sirio, tornando dopo una breve assenza,

dava inizio al nuovo anno, "Sotiaco", ed alla danza )

cui seguivano "semina" e "raccolto"

(tre erano pure le loro stagioni),


mentre in Italia sono (ora) quattro,

chiunque potrà verificarlo, pur non essendo colto!

--

lunedì 13 gennaio 2020

CAR-NAVALE








Il serpente, nell’antichità, è stato associato a più d’una divinità, per i romani è stato, anche, il Tempo. Nelle pitture pompeiane, Iside (la Luna, probabilmente, per l’egizia civiltà, oppure la costellazione della Vergine, chi lo sa?) poggia il piede nudo sul serpente in quanto regina delle forze ctonie. La Madonna viene raffigurata allo stesso modo. Quando Alessandro Magno conquista l’Egitto, il culto di Iside si diffonde in tutto il mediterraneo, diventando la dea dai mille nomi che racchiude tutte le altre dee, come narra Apuleio. I romani coniano monete con l’effigie di Iside già nel 90 a.C. A Roma, dal politeismo si passa prima al culto di Iside, poi a quello del Sol Invictus, quindi al cristianesimo. Iside in trono con la mammella nuda che allatta suo figlio Horus (il Sole?) viene trasformata nell’iconografia cattolica della Madonna col bambino. Iside che piange Osiride (Orione?) tenendolo in grembo ispirerà invece le varie Pietà. Iside (bianca e nera), ispira l’iconologia mariana che la mostra spesso su una nave. La nave che a volte è a forma di falce lunare (ad esempio, a Notre Dame de Paris). Nel 1865, prudentemente, dai capitelli della chiesa di S.Maria in Trastevere Pio IX fece rimuovere le figure di divinità egizie.

NAVE VERGINE
La cerimonia del culto di Iside, dea madre suprema e universale, regina benigna, misericordiosa e ausiliatrice, divinità dai mille nomi (Minerva, Venere, Afrodite, Diana, Atena, Maia, Kore, Temi, Artemide, Astarte, Proserpina, Cerere, Ecate), è raccontata dal libico Apuleio nell’XI libro dell’Asino d’oro. Nella cerimonia, i suoi sacerdoti “dedicano al mare ormai navigabile una nave vergine” e le offrono le primizie della navigazione.

NAVIGIUM ISIDI - CARRUS NAVALIS
La festa del Navigium Isidis seguiva il calendario lunare babilonese: coincideva con la luna piena che segue l’equinozio di primavera; corrisponde al capodanno babilonese; e alla nostraPasqua (anche questa variabile di anno in anno come la festa del Navigium Isidis). Nella festa di capodanno, i babilonesi sacrificavano un agnello, come noi a Pasqua. L’Imperatore Gaius Iulius Caesar Augustus Germanicus (12-41 dell’era cristiana), soprannominato “Caligola”, era un devoto fedele della “Dea Isis” e grazie alle descrizioni di Apuleius possiamo riconoscere con elevata probabilità delle celebrazioni isiache nelle grandi feste orgiastiche che si tenevano nella maestosa nave-palazzo dell’Imperatore, presso il lago di Nemi. Perché, però, la denominazione di Navigium Isidis? La risposta è quanto mai interessante: la Dea Isis era infatti anche una divinità posta a protezione dei naviganti e del mare in generale e la sua “barca” rappresentava l’imbarcazione lunare, notturna e psicopompa, sulla quale erano traghettate le anime dei defunti verso la Duat, l’oltretomba stellato, alla cui guardia era posto il Dio cinocefalo Anubis. I domini di Isis quale protettrice dei naviganti e Signora del Mare furono, successivamente, acquisiti dalla Vergine Maria il cui figlio, il Cristo, s’impossessò anche delle sfere d’influenza di Horus, il Dio Falco egizio nato dall’unione di Osiride e Isis. Nella religione romana, la barca isiaca era collocata su di un carro trainato da uomini mascherati, le cui fattezze richiamavano esseri ctonii appartenenti al mondo dei morti e al dominio dell’aldilà. Nel mondo egizio, la caratterizzazione originaria di queste creature era spaventosa e inquietante ma, nel mondo romano, venne arricchita con un dettaglio sconosciuto al rito originario: l’ilarità, la burla, lo scherno. Sovente erano infatti ritratti, con fattezze grottesche e goffe, i personaggi di maggior spicco dell’epoca quali senatori, politici, generali e perfino gli Imperatori, nella più pura concezione dello spirito sarcastico e denigratorio romano ai danni dei potenti (peculiarità che, nonostante i millenni trascorsi, ancora qualifica i romani odierni!): alle celebrazioni del “Carrus Navalis” era ammesso chiunque, dal più infimo schiavo sino alla famiglia imperiale, e lunghe processioni, accompagnate da musica, mimi, acrobati, danzatori e musici, si snodavano lungo le vie cittadine. Le matrone, solitamente legate a rigidissimi codici comportamentali concernenti la vita pubblica, potevano concedersi ampie libertà in fatto di abbigliamento e atteggiamenti, risparmiandosi le violente critiche alle quali sarebbero state sottoposte in giorni “ordinari”, partecipando alle libagioni e vestendo abiti ben più succinti dei canonici pepli. Il popolo, parimenti, usava camuffarsi e mascherarsi gravitando attorno al grande carro navale il quale custodiva uno scrigno chiuso ermeticamente, simboleggiante sia il cosmico uovo protogonico latore di nuova vita che la morte stessa, insondabile e inscindibilmente legata alla forza rigeneratrice dell’Universo. Nel mondo romano le maschere, come da tradizione, rappresentavano gli spiriti degli antenati i quali potevano, in virtù del sovvertimento delle leggi cosmogoniche e metafisiche, visitare il mondo terreno e transitarvi per qualche tempo: riconoscendo se stessi attraverso le maschere, avrebbero potuto “possedere” il corpo di colui che le indossava e parlare, proferendo vaticini e profezie (durante questi giorni fattucchiere, indovine e ciarlatani guadagnavano somme ingenti, appostati presso le edicole e gli incroci delle strade e le autorità, seppur controvoglia, tolleravano la loro presenza).

LA MASCHERA
Il corteo solenne è preceduto da gruppi di uomini travestiti. Quando gli uomini travestiti avranno esaudito il loro voto, si toglieranno il travestimento per indossare la veste bianca dell’aspirante all’iniziazione. La maschera è il destino; il destino si compie alla morte; indossare la maschera è indossare la propria morte. Morte dell’io, nascita del Sé.

Vuoi sapere dove è scritto? Sul web, naturalmente, chiunque lo potrà accertare, personalmente. La mia semplice chiave di ricerca è la seguente, ma potrai cambiarla, serena-mente:
"Navigium Isidi carrus navalis dea Iside 40 giorni festa"

P.S. 
Ci tengo a precisare che ciò che hai appena letto, 
potrebbe non essere la verità,
anche perché, qua e là,
ho apportato qualche piccola modifica,
secondo la personale sensibilità ...
--

lunedì 8 ottobre 2018

OSIRIDE


sai, perfettamente, 
che nella terra dei morti,
(posta ad occidente,
luogo terrificante ed affascinante,
l'oltretomba, la notte, l'oscurità)
ove IO, col nome di Seth, Sono il reggente,
(e dove c'è più d'un demone potente,
primo fra tutti il mostruoso serpente,
Aphophis, l'ignoto, l'inconoscibile)
persino gli dèi 
dovranno andare a riposare,
inevitabilmente!"

Care Anime, debbo farvi una confessione... era un po' che volevo togliermi i dubbi sulle divinità delle antiche civiltà, ma mai probabilmente ci riuscirò, a causa delle tante verità. Comunque, sul mitologico pantheon Egizio, giunto alla "terza generazione:

il dio Geb e la dea Nut, 
sono il dio-Terra e la dea-Cielo.

Essi generano quattro figli, 
gli altri quattro dell’Enneade: 
Osiride/Seth e Iside/Nefti:
Sole (o Orione) e Luna (o Sirio, o Venere ...)
rispettivamente luminosi ed oscuri
(visibili e invisibili)


Osiride ed Iside Sono le due divinità principali del Pantheon egizio, simboleggianti, probabilmente, il Sole e la Luna, e l’ordine del regno egizio. Appare evidente come in Iside come dea madre ci siano elementi simbolici che torneranno poi nella Madonna come Madre di Dio; così come Horus-Apollo, il Figlio, avrà tratti associabili a Cristo.

Seth invece (l'altra faccia, oscura, di Osiride) rappresenta il dio del caos con Nefti sua compagna: egli rovescia Osiride, ma Iside genera Horus che lo sconfigge, ripristinando l’ordine nella Cosmogonia egizia.

(Questa è l'autorevole Fonte:
http://www.margutte.com/?p=24642)

 Horus, dunque,
sarebbe venuto alla luce
da una storia davvero appassionante ...
figlio di Osiride  ed Iside,
Egli 
(colui che incarnava il Sole,
come i suoi avi)
disse, autorevolmente:

Il titolo seguente,
poi riservato ad ogni faraone,
sarebbe stato:
"Horus vivente"





lunedì 27 novembre 2017

ORIENTAMENTO














… <<Secondo la cosmologia egizia il Nilo era il tratto meridionale di un grande fiume che circondava la Terra e che, verso nord, scorreva nella valle di Dait, immersa nell’eterna notte. “Il fiume – scrive Dreyer nella sua classica “Storia dell’astronomia da Talete a Keplero – trasportava una imbarcazione su cui era un disco di fuoco, il Sole, un dio vivente chiamato Ra, che nasceva ogni mattino, cresceva e acquistava vigore fino a mezzogiorno, quindi passava su un’altra barca che lo portava fino all’ingresso per Dait; di qui altre barche (su cui siamo meno informati) lo portavano durante la notte sino alla porta dell’oriente. In tempi più tardi il libro “Am Duat” o “Libro dell’oltremondo”, racconta accuratamente il viaggio del dio Sole durante le dodici ore notturne, quando egli illumina successivamente dodici separate località dell’oltremondo.
Si devono agli Egizi alcune delle prime precise osservazioni astronomiche solari, in base alle quali i sacerdoti del faraone prevedevano le piene del Nilo e programmavano i lavori agricoli. Le piramidi sono disposte secondo orientamenti astronomici, stellari e solari. Gli obelischi erano essenzialmente degli gnomoni, che con la loro ombra scandivano le ore e le stagioni.>> …


venerdì 20 giugno 2014

PIRAMIDI ED ASTRONOMIA

Appare ormai plausibile che gli antichi
volessero rappresentare, in Terra,
attraverso la costruzione delle piramidi,
 le costellazioni che attentamente
- già in quei tempi remoti -
essi ammiravano guardando il cielo

Ma perché?
Desideravano forse che anche noi
ci preparassimo ad andare

<<Oppure tu ignori, oh Esculapio (il fatto) 
che l’Egitto è l’immagine del Cielo?>>

… <<La domanda di Ermete potrebbe essere un riferimento proprio al progetto per tutte le piramidi d’Egitto, secondo cui ogni edificio avrebbe dovuto rappresentare una parte del cielo. Ma anche i più noti popoli del Sud e Centro America, che disponevano di ampie conoscenze astronomiche, eressero piramidi; erano i Maya e gli Inca. I Maya fondarono città come Tikal in Guatemala e Palenque nello Yucatan. Tikal, la più antica città Maya, sorse nel 1000 a.C.. A Tikal vi sono piramidi a gradoni, grandi e piccole. Probabilmente tutta la città consisteva in piramidi. Un’altra città maya si trova in Messico, nella penisola Yucatàn, Chichén Itzà. Qui si erge la piramide a gradoni alta 30 m. dedicata a Kukulkan. Ha una base quadrata di 55,50 m. di lato ed è costituita da nove piattaforme sovrapposte. Al centro di ogni lato si trova una scala di 91 gradini. Sulla piattaforma superiore c’è un tempio. Dato che 4x91 dà 364, su può supporre che, comprendendo nel calcolo il tempio, nella piramide sia rappresentato il conto dei giorni di un anno. Kukulkan, in altre parti dell’America centrale chiamato Quetzalcoatl, era il dio supremo di Chichén Itza. Secondo la tradizione era giunto tra i Maya da un paese lontano, o forse dal cielo, per istruirli. Più tardi era tornato ai campi celesti, non senza aver promesso di tornare … In questa mediazione di sapienza presso i Maya, vediamo un parallelo con gli dèi egizi ed i loro successori, i servitori di Horu che, anch’essi, avevano portato il sapere agli umani. E perché non ipotizzare nella stessa epoca? A Chichén Itzà, accanto alla piramide di Kukulkan, si trova un altro interessante edificio, l’Osservatorio. Si tratta di una costruzione rotonda che ha una stupefacente somiglianza con gli odierni planetari. Che vi si praticasse effettivamente l’astronomia è attestato da squarci ed aperture orientati verso determinate costellazioni. Teotihuacàn, 50 km a nord-est di Città del Messico, è un’antica citta di cui nessuno conosce i fondatori. Gli archeologi datano lo sviluppo della città intorno al 500 a.C.. si suppone che nel periodo del suo massimo splendore vi abitassero 200.000 persone, su un territorio di circa 25 kmq. Teotihuacàn ebbe per secoli una posizione di preminenza nell’America centrale e soltanto intorno al 500 d.C. cominciò a decadere. Si afferma che la città fosse “il luogo in cui vivono gli dei” oppure “il luogo in cui si diventa dèi. Era più grande dell’antica Roma. Il 12 d.C. gli Aztechi si rovesciarono sulla città ma già allora i suoi edifici e le piramidi erano antichi ed ingoiati dalla giungla. In quella città vi è una strada lunga 4 km e larga 40-45 m., lungo la quale si estende la città, la cosiddetta “Via dei Morti”. Il suo orientamento è di 15°30’ ad oriente del nord astronomico. L’ingegnere americano Hugh Harleston jr. misurò, tra gli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, molti degli edifici di Teotihuacàn e scoprì la misura base di 1,059 m. che d’allora si chiama “hunab” o “unità”. Con l’aiuto del sistema hunab la Via dei Morti si rivela essere il modello esatto del sistema solare. Riguardo all’Egitto, un ingegnere belga, tale Robert Bauval, ha affermato che la piramide rosso e la piramide romboidale di Dahshur potrebbero essere una proiezione delle stelle Aldebaran e Ipsilon Toro della costellazione delle Iadi nel 2.475 a.C. Egli concluse che tutte le piramidi insieme – da Abu Roash a nord fino a Dahshur a sud, con il complesso di Giza come centro – sono una proiezione della costellazione di Orione e la sua ambientazione sulla Terra. Il Nilo rappresenterebbe la Via Lattea.>> …

Fonte: Horst Bergmann – Frank Rothe, “Il codice delle piramidi” (pag. 25 – 27, stralcio). © 2003 Newton & Compton Editori. Titolo originale: “Der Pyramiden-Code”. © Heinrich Hugendubel Verlag. Kreuzlingen/Munchen 2001