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Dopo "il Dio di Spinoza",
pure sponsorizzato da Einstein
("Deus sive Natura":
Dio non è separato dal mondo
ma coincide con la Natura stessa
e le sue necessità logiche),
ogni curioso (che lo vorrà)
potrà ora scoprire quello di Arthur Schopenhauer,
il quale non può essere sospettato
e men che meno teista o creazionista!
In una raccolta di passi intitolata:
“O si pensa o si crede” ,
egli scrive:
[…] "Le religioni, tutte, sono prodotti artificiali" (p. 45).
"Quando uno comincia a parlare di Dio, io non so di che cosa parli" (p. 61).
"Se un dio ha fatto questo mondo, io non vorrei essere quel dio, perché il dolore del mondo mi strazierebbe il cuore" (p. 41). [...]
Non credeva, neppure,
in una vita individuale dopo la morte
e, a tal proposito, nel medesimo libro,
"logica-mente", egli scrive:
[... «Nessun individuo è fatto per durare in eterno, tutti scompaiono con la morte. Ma ciò non ci fa perdere nulla: l’esistenza individuale non è che l’espressione di un’altra esistenza, del tutto diversa, che sta dietro di essa; e questa è fuori del tempo, e, quindi, non conosce né continuazione né termine.» ...] (pp. 175-176).
L'autore ha dunque accennato
ad un’esistenza posta "oltre la morte",
ma come è arrivato a tale conclusione? 🤔
Non certo per “credenza”
(nelle favole raccontate dalla religione,
dato che lui non crede, pensa!),
quindi, probabilmente,
attraverso una personale intuizione!
Ad ognuno la conseguente, logica, riflessione!
Personalmente associo tale "intuizione",
al raggiungimento della "Superiore Unione"!
🐍😇🦅
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