Mentre
viviamo dovremmo cercare di comprendere che ci siamo adeguati, subendole, alle
regole create dalla società, in risposta alle richieste d’una precedente
umanità. Dubitare del fatto che la
realtà che condividiamo sia la migliore risposta alle mutate esigenze, non è
solo lecito ma addirittura d’aiuto, se permettiamo a noi stessi di credere che
“Tutto è possibile e
tutto si trasforma”. Con i tempi dovuti, s’intende, poiché ogni
cambiamento comporta un periodo d’assestamento, ma esso potrà verificarsi solo
se lo si accoglie in quanto avverabile eventualità.
ALLINEAMENTO
…
<<Il sé Divino che tu sei è la demarcazione, la risposta ed il requisito
affinché tutto ciò avvenga. Tu sei molto di più di un granello di sabbia, TU
Sei un aspetto del Divino. E quando la spiaggia sarà trasformata da questa tua
consapevolezza, il tuo allineamento si trasformerà e la testimonianza di Dio in
tutte le cose si rivelerà a te per mezzo dei tuoi ideali e delle tue creazioni.
E allora, che cosa hai bisogno di sapere?
Come faccio ad
intonare il mio canto di fronte alle difficoltà?
Come faccio a
fidarmi della nuova consapevolezza
alla quale mi sto avvicinando?”
Questo, è quello di
cui ci stiamo occupando …
La
paura che gli altri non si fidino di te è un riflesso della paura di fidarti di
te stesso e la tua paura di fidarti del tuo Creatore è un altro modo di
manifestare questa cosa. Come puoi fidarti di Dio, se non ti fidi del Sé che
TU Sei e che è in relazione con Dio? Bene, te lo diciamo noi. Per favore,
allineati alla possibilità che il Dio che conosci abbia più potere di quanto ne
abbia tu d’insegnarti quello che hai bisogno d’imparare e che il Dio dentro di te, il tuo Sé, il Cristo che È in te, sia ilmiglior maestro che tu possa avere.>> …
…
<<I Maya credevano che la nostra vita fosse un dono degli dei e, presso
di loro, la Terra era “il luogo del fiore e del canto”, come illustrano
appropriatamente i versi seguenti:
“Morire dovrai, Tu
mi dici, al modo dei fiori che prediligi:
nulla del mio nome
avanza, né della fama in rimembranza?
Ma ancora giovani
sono i giardini che ho piantato,
e ancora si
canteranno i canti ch’io ho cantato”
(Huexotzin,
principe di Texoco, XV secolo)
Per questi individui,
l’uomo era più di un semplice corpo, era spirito e, come gli dei, poteva
trasformarsi.
La morte era solo l’abbandono di un corpo consunto. Se aveva condotto una
buona vita, l’anima che si dipartiva viaggiava verso uno dei cinque
paradisi, dove avrebbe gustato il nettare degli dei ... Nel quinto,
Omeyocan, c’era la sede di Ometeotl, l’originaria coppia divina,
l’equivalente di Adamo ed
Eva. Da loro erano nati tutti gli altri “dei” … tra cui il primo, “Ehcatl, il dio del vento”, che a sua
volta generò “Quetzalcoatl,
il serpente piumato”.
Se
invece avevano condotto un’esistenza peccaminosa, le anime dei
defunti venivano recate in braccio negli inferi dal Signore e la Signora della
Morte, dimoranti nel sottomondo …
Laggiù
… tra le altre, c’era la “dea delle
mosche” che purgava i peccati dei reprobi che “aprivano il cuore” (Come non pensare alla porta
della misericordia?
N.d.r.) in confessioni rituali, così da
alleviare il peso della loro colpa. Da
qui derivò la parola purgatorio (e la
stessa dea divenne nota con il più attraente nome di “dea dei cuori”). Una
volta purgati dei peccati, i malvagi potevano reincarnarsi fra le braccia di Coatlicue,
la dea della Terra, per un’altra vita ed un’altra
opportunità di purificare lo spirito. I maya si valsero dei loro
dei per dirci che il mondo in cui viviamo è solo un palcoscenico e noi, come i
loro dei, siamo semplici
attori che possono trasformarsi in diversi personaggiad ogni
incarnazione sulle terra. Essi usavano cicli di 144.000, 7.200, 360 e 20
giorni per misurare il tempo, calcolandoli precisa-mente dalla “Nascita di Venere” (corrispondente, probabilmente, al
rovesciamento del campo magnetico solare che si verifica, secondo l’autore, approssimativa-mente
ogni 3.740 anni, cioè 1.366.040 giorni), fissata nell’anno 3113 a.C. e che si
ripeterebbe quindi ciclica-mente. Si sa che quel popolo computava l’anno in 260
giorni e che adorava il numero
9. Riguardo alla Terra essi la consideravano soggetta ai citati cicli solari,
addirittura in grado d’incidere sulla fertilità. Con le esplorazioni
spaziali è stato recentemente scoperto ciò che loro già sapevano, e cioè che il
nostro Sole ruota ogni 26 giorni all’equatore e ogni 37 giorni al polo, secondo
un ciclo di 260 giorni di cui possiamo valerci per calcolare l’attività
magnetica dell’astro e la radiazione delle particelle che influiscono sulla
vita terrestre. Da qui la serie numerica: (144.000 + 7.200 + 360 + 260 +20) x
9= 1.366.560 giorni, equivalenti a 3.740
anni.>>
L’improvvisa estinzione di quella
popolazione potrebbe attribuirsi, secondo
ME, ad una temuta superstizione che
avrebbe portato tante persone, credenti in quella “infallibile” religione
… a preferire il suicidio anziché l’evoluzione … (tornare ad Amare …). Insomma quei calcoli li avevano probabilmente convinti
a credere … che sarebbe dovuta accadere un’imminente catastrofe … un
cambiamento talmente radicale che in molti, per paura, hanno preferito non affrontare
… motivati dalla certezza … lo dico con un sorriso … d’un posto sicuro in
paradiso …
Ed
a proposito di “paradisi”, è interessante quello “della pace”
ideato dallo scultore Michelangelo Pistoletto
che ha rielaborato il simbolo dell’infinito, aggiungendovi, al centro, un altro
cerchio, “simbolo del
grembo generativo della nuova umanità, ideale superamento del conflitto
distruttivo della società”. Quella che IO, insieme ad altri abbiamo definito
“Nuova Era” cioè
l’alba d’UNA più
elevata “verità”
…