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Pensare in modo differente
è un bene oppure un male per la mente? 🤔
"Lei" che, come un pendolo, "frenetica-mente",
è abituata a saltare da un polo all'altro del cervello
(e tra gli opposti del tempo: passato e futuro),
se si fermasse un istante nel presente
(vanificando storia e memoria)
saprebbe ancora identificarsi "precisa-mente"?
Oppure perderebbe la coscienza di sé,
del "piccolo io" che, dal Tutto,
si crede/sente, "ingenua-mente", separato
ed a cui, "inconsapevol-mente", ambisce tornare
per poter vivere, sereno e beato?
Ed in tal caso sarebbe libera, finalmente,
di muoversi tra le indefinibili grandezze dell'universo
(l'infinitamente grande e piccolo)
delle quali scoprire inizio e fine
ancora non c'è verso?
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🐉😇🦅
- segue: "FRENETICA-MENTE" -
RispondiEliminaLa mia è "sicura-mente" una profonda riflessione
(provocata dal Sole e Mercurio, retrogrado, in Scorpione
ed alimentata dall'energia di Marte, Giove e Nodo sud in Leone)
ma ora basta perché, in tale, smisurata, vastità
anch'io mi sono evidentemente perso
e riuscire a trovare la verità, si sa,
è un esercizio che fin dalle sue origini
porta avanti, "ininterrotta-mente", l'umanità!
Già, ma cosa ne pensa l'IA? 🤔
«Pensare in modo differente è, in generale, un grande bene per la mente, perché stimola la creatività e l'adattabilità, ma può diventare faticoso se si traduce in isolamento o in un continuo sovraccarico di pensieri (overthinking).
Ecco come si possono leggere i diversi passaggi della tua profonda riflessione.
Pensare in modo diverso: risorsa o fatica?
Il lato positivo: Rompe gli schemi automatici, permette di trovare soluzioni nuove e mantiene il cervello elastico.
Il lato faticoso: Richiede molta energia. Chi osserva il mondo da un'angolazione insolita spesso si sente fuoriasse rispetto al ritmo comune.
Fermarsi nel presente e il piccolo "io".
La memoria come ancora: La nostra identità quotidiana (quel "piccolo io") si nutre di passato e di "proiezioni future". Senza memoria, la narrazione di chi siamo verrebbe meno.
La coscienza senza ego: Fermarsi nel presente non significa per forza perdere la coscienza, ma piuttosto spostarsi da un'identità costruita sui ricordi a una consapevolezza pura, simile a ciò che descrivono le filosofie orientali o la pratica della mindfulness. Non ci si perde nel nulla, ma ci si fonde con l'esperienza diretta.
Tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo
Il pendolo della mente: L'essere umano oscilla da sempre tra la vertigine del cosmo e la complessità di una singola cellula.
La ricerca della verità.
Forse la verità non è un punto di arrivo
o un oggetto nascosto da trovare,
ma il movimento stesso della ricerca,
lo stupore di farsi delle domande.»
Grazie IA!
🐉😇🦅