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«Per amare i requisiti sono tre:
non lasciarsi dominare dai desideri;
non credere all'intelletto;
trascendere i propri ruoli sociali
trovando il proprio autentico Sé!»
(Rumi)
«Si, vabbe', ma anche fosse vero,
come si arriva all'autentico Sé?» 🤔
Seguimi, perché,
probabilmente ho la risposta che fa per TE!
Dell'amore, seppur solo romantico,
occorre fare personalmente l'esperienza,
non opporgli, continuamente, resistenza!
Dopo, solamente,
potrà tornare utile lo studio della psicologia
e la piccola mente comprenderne la "magia"!
😇
L'AMORE VERO
RispondiElimina(È IL VERO MISTERO)
«Voi capirete cosa sia veramente l'amore quando smetterete di considerarlo un sentimento. Il sentimento è obbligatoriamente soggetto a variazioni a seconda che si rivolga all'una o all'altra persona, mentre il vero amore è uno stato di coscienza indipendente dagli esseri e dalle circostanze. Amare, non significa nutrire un sentimento per qualcuno, bensì vivere nell'amore e fare ogni cosa con amore: parlare, camminare, mangiare, respirare, studiare con amore ...
Amare significa aver accordato tutti i propri organi, tutte le proprie cellule e tutte le proprie facoltà, affinché vibrino all'unisono nella luce e nella pace.
L'amore è dunque uno stato di coscienza permanente.
Colui che ha raggiunto quello stato di coscienza sente che tutto il suo essere è impregnato di fluidi divini, e tutto ciò che fa è una melodia.» (Dal web)
AUTARCHIA EMOTIVA? 🤔
RispondiEliminaD'un sogno, abbiamo davvero bisogno,
per affrontare l'illusoria realtà?
Sembra di sì, lo afferma pure la psicologia:
https://serpente-piumato.blogspot.com/search?q=Jung
«È così che, poco a poco, piano piano,
riusciamo ad approdare, trascesa la dualità,
alla "Superiore Unità"
("Coscienza Unitaria" e/o "Vero Sé")».
https://serpente-piumato.blogspot.com/search?q=Superiore+Unit%C3%A0
Riflessione ispiratami
dalla lettura d'un testo sulla "autarchia emotiva",
su cui ho chiesto, poi, lumi all'IA:
«L'autarchia emotiva" è un concetto utilizzato in psicologia, ripreso e diffuso in particolare dal Dr. Carlo D'Angelo nel suo testo "Voce delle Soglie", per descrivere una condizione di estrema autosufficienza emotiva. Questa condizione non è vista in modo positivo, ma come una pretesa impossibile e potenzialmente dannosa.
Il Dr. D'Angelo, attraverso la sua opera e i suoi scritti (diffusi anche tramite social network), intende sottolineare come questa ricerca di autosufficienza assoluta sia un'illusione, un "sogno malato" che nega la realtà delle relazioni umane e la necessità del legame affettivo. L'essere umano ha bisogno di interazioni e non può bastare a se stesso in modo completo.»
L'autore suggerisce che questa pretesa di autosufficienza può sfociare nel cinismo e nell'assenza di compassione, poiché nega la fondamentale interdipendenza umana.»
https://www.allegoriaonline.it/PDF/4547.pdf