Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query DIO. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query DIO. Ordina per data Mostra tutti i post

mercoledì 28 novembre 2012

DEA MADRE

Lungo la Via
che mi riporterà a Te
mi sto liberando
delle inutili pesantezze
e delle ombre esistenziali

Riesco ora a sentire nitidamente,
oltre le mie stranezze,

Sono stato ospite,
e con estrema meraviglia,
del grembo accogliente
della tua Amata figlia

Fino a riuscire a ritrovarTi,
oltre la mente

Ed ora, beatamente,
sono pronto
per riabbracciarTi
eternamente

PADRE E MADRE

… <<Molti hanno sempre considerato Dio come Padre. L’hanno chiamato Padre amoroso, Padre severo, Padre paziente, Padre provvido. Altri chiamano ed hanno chiamato Dio Madre, la Dea Madre che si rivolge alla fertilità, ai riti della madre Terra, che abbraccia l’uomo di un amore intenso e materno. In realtà Dio è tutte e due le cose. Pian piano sulla vostra Terra gli uomini se ne stanno rendendo conto. Tutti, o quasi, alla fine di questo tempo arriveranno a chiamare Dio Padre e Madre. Ed è giusto che sia così. Dio ha in sé il concetto di qualità spirituali maschili e femminili, in quanto Egli ha creato tutto ciò che Egli stesso è. Quindi, un fondamentale passo da compiere in questi tempi è quello d’arrivare alla comprensione che Dio è Padre e Madre allo stesso tempo. Questo concetto vi potrà aiutare, soprattutto quando deciderete di ritrovare la vostra vera identità. L’uomo e la donna sono due aspetti di Dio e la loro qualità non rispecchia solamente il concetto fisico di mascolino e femminino, ma anche il loro concetto spirituale. Infatti l’uomo ha in sé sia la parte mascolina (generalmente predominante) che quella femminina; e la donna ha in sé la parte femminile di Dio (quasi sempre in maniera preponderante), ma anche la sua parte mascolina. Quando questi due attributi sono allo scoperto, l’individuo si può ammirare nella sua completezza e può riscoprire la sua parte migliore, la parte sacra. Ma, per rivedere in sé stesso l’immagine divina, quella che ha avuto un tempo e che ancora ha, anche se non riscoperta, è necessario che l’umanità percorra un cammino spirituale a ritroso che la riporterà allo stato di grazia prima della caduta>>...


martedì 20 giugno 2017

NPS Nuovo Paradigma Spirituale


--




nell’infinito presente, 

APPAGA-MENTO
[… «Con tutta sincerità, non provo alcun appagamento nell’affermazione “Dio ha creato il mondo”. Già non ne provavo nessuno da bambino, forse semplicemente perché, più curioso degli altri, mi ponevo subito la seguente domanda: “Chi ha creato Dio?”, domanda a cui non si dava risposta. Al mistero dell’esistenza del mondo si sostituiva un altro mistero equivalente, quello dell’esistenza di Dio; la difficoltà era solo spostata di un gradino indietro … Certa-mente lo spettacolo che ci lasciamo alle spalle è singolare. Sino all’illuminismo, a Kant in particolare, le negazioni totali dell’esistenza di Dio sono fatti isolati. Poi si mette in moto una macchina che gira in senso contrario. Così, la sinistra hegeliana, che trova in Feuerbach la sua mente teologica, rinuncia a Dio in nome dell’uomo; gli anarchici indottrinati da Stirner costruiscono la loro visione con o senza amore per l’uomo prescindendo da Dio. Il positivismo, che prende le sue mosse da Lamark e Darwin, non intende cancellare Dio dai ragionamenti e dall’evoluzione dell’uomo, ma elabora dei sistemi in cui, a ben guardare, abitano bene soltanto gli agnostici o gli atei.» …]
(Fonte: Armando Torno, “Pro e contro DIO – Tre millenni di ragione e di fede”. (c) 1983 Mondadori, pag. 224, 232-3)


--

lunedì 26 settembre 2011

CREDI IN DIO?

--

[...«Un filosofo chiese a Sri Aurobindo: 

“Credi in Dio?” 

La sua risposta fu: 

No”!

Il filosofo rimase esterrefatto. Aveva percorso tanta strada, credendo che quest’uomo conoscesse Dio ed invece gli aveva risposto: “No, non credo in Dio”. Il filosofo, per qualche minuto non riuscì a trovare il coraggio di fargli altre domande, era ammutolito. Poi disse: “Io pensavo che tu avessi visto Dio!” Sri Aurobindo scoppiò a ridere e rispose: “Sì, l’ho visto: ecco perché non credo. Credere è frutto dell’ignoranza. Io conosco Dio!” Ricorda: devi arrivare alla conoscenza, non sei qui per credere. Puoi disporre del mio aiuto per arrivare alla conoscenza. Credere è un trucco della mente: senza avere conoscenza alcuna, ti dà la sensazione di conoscere. L’uomo è un punto di domanda, ed è una benedizione. Perciò celebralo, danza, gioiscine perché, senza quel punto di domanda non ci sarebbero né la fede, né il dubbio; avremmo solo finte certezze. La vita ha delle esitazioni. La vita è incerta. La vita è insicura. Ecco perché è vita: perché è in movimento. Un uomo vivo si muove tra le incertezze, va verso l’ignoto, non può vivere con finte certezze. Le tue certezze dimostrano semplicemente che non hai mai dubitato. Esiste un altro tipo di conoscenza che sgorga dal dubbio, che scaturisce dalla crescita. Quando raggiungi questo tipo di conoscenza, di nuovo non hai certezze: ma ora le tue incertezze hanno un sapore del tutto diverso. Se avessi fatto al Buddha delle domande su Dio, sarebbe rimasto in silenzio. Ecco il motivo della sua superiorità rispetto a Sri Aurobindo. Il Buddha sarebbe rimasto in assoluto silenzio, non avrebbe risposto né sì, ne no. Come mai? Perché asseriva: “L’Assoluto è talmente vasto che sarebbe sbagliato dire ‘sì’ e sarebbe anche sbagliato dire ‘no’: le nostre parole sono talmente piccole che non possono contenere l’Assoluto. È possibile comunicare l’Assoluto solo tramite il silenzio”. Quando non conosci e quando sei convinto di conoscere sei in una sorta d’incertezza: come puoi avere delle certezze sull’Assoluto? È talmente vasto. Se avessi delle certezze sull’Assoluto sarebbe come rimpicciolirlo; sarebbe come dimostrare che puoi afferrarlo, che puoi averlo in pugno. E Dio non può essere posseduto; al contrario, tu dovresti permettere che Egli ti possegga. Accetta i tuoi no ed i tuoi sì e non pensare che siano opposti tra loro: non lo sono. Proprio come non ci può essere alcun coraggio senza il pericolo, così non ci può essere la fede senza l’incertezza e senza il dubbio. Il rischio fa parte del gioco e noi siamo nati per giocare. Dobbiamo imparare ad affidarci alle possibilità, non alle certezze. Solo i pappagalli possono avere certezze, perché hanno risposte prefabbricate. Un uomo vero, che ha raggiunto la conoscenza, avendone fatta l’esperienza, ti aiuterà a stare in silenzio, ti aiuterà ad attraversare i tuoi sì ed i tuoi no, la tua fede ed i tuoi dubbi, i tuoi momenti più caldi e quelli più freddi, la luce del giorno e le tenebre della notte, le vette e le valli. Non t’insegnerà nessun dogma, t’insegnerà solo il coraggio, il piacere dell’avventura e la ricerca.» …]

Fonte: Osho – “I libri del fiore d’oro” © 2000 by News Services Corporation, Arona (NO). © 2007 RCS Libri S.p.A., Milano. Prima edizione Firme Oro Bompiani: novembre 2007 (ISBN 978-88-486-0341-6, pag. 295-298, stralcio). © 1979 Osho International Foundation, CH8001, Zurigo, Svizzera.

Brano associato:
(Biagio Antonacci)

venerdì 23 novembre 2012

LA CANZONE DI DIO

L’Amore
espresso col cuore
ed IO
lo manifesto a modo mio

Ecco spiegato
come nel mondo
la musica doni colore
alle grigie esistenze
di chi è prigioniero
del proprio dolore

In essa c’è il messaggio
di chi ama la vita
che si contrappone,
sconfiggendola,
all’idea di farla finita

Perché si sa che:
“L’Amore è la Vita
la Vita è Dio
e Dio è l’Amore

Quindi, per analogia,
chiunque riesce ad amare,
incondizionatamente,
potrà definirsi un Dio
senza sfociare nell’ipocrisia
creata dalla mente



CHI È IL CREATORE


… <<Non è facile, per voi, essere liberi. Avete così tanta paura d’esserlo, che vi create delle barriere che tengono lontani dalla libertà. Ti sembra strano? Eppure è così. Ascoltami. Tu sei libero di creare, crei ciò che vuoi (o che sei capace). Poi guardi il risultato del tuo lavoro, sei il giudice di te stesso. E se non ti piace cos’hai creato, lo modifichi. Semplicemente. Accetta di essere creatore, siine cosciente e sorridi ai tuoi limiti. Lascia andare il giudizio, cerca di vivere la vita al meglio, non disdegnare la salute ed il benessere e non esserne attaccato. Non rifiutare la malattia e le difficoltà. Non avere pregiudizi, soprattutto verso te stesso. Non preoccuparti se altri stanno peggio, non avere invidia se altri stanno meglio. Godi il meglio e stai in pace. La pace è il sentimento di Dio. La pace non è la mancanza della guerra, non è qualcosa da perseguire a tutti i costi. Ognuno di noi può essere solamente ciò che è. E può provare ad essere in pace con se stesso cercando d’essere intonato con la sua Essenza. L’Essenza più alta è essere Dio. Ma c’è anche un’Essenza parziale, relativa all’essere incarnati in un corpo umano. Essenza composta da corpo, mente e spirito. Dal dinamismo dei tre, nasce la pace. La magia nasce dall’armonia dei tre, la trinità incarnata. Se una persona privilegia uno degli aspetti non è in armonia e non è in pace. Puoi benissimo leggere tutti i libri di spiritualità che vuoi, ma se non trovi il modo di armonizzare lo spirito in te con la tua mente e con il tuo corpo non sei che un cembalo stonato. Se sei lì sulla Terra per fare del bene e non lo fai, allora stai male. Se sei lì sulla Terra per fare del male e non lo fai, allora stai male. Non giudicare, ti prego: il Tutto si manifesta anche nel male. Tu non puoi sapere perché una persona compie del male, fa parte del suo percorso. E ricordati che anche lei è comunque parte del Tutto. Ora la domanda che ti sorge è: “Ma allora lasciamo che il male soverchi il bene?” Innanzitutto tu non sai che cosa siano il bene od il male, hai una visione parziale del Tutto e fatichi ad avere un metro di giudizio adeguato. Comunque no: non si tratta di lasciare che il male soverchi il bene. Dipende da chi sei e qual è lo scopo della tua vita. Se dentro di te ti senti in pace nel fare determinate azioni, falle. Non lasciartele sfuggire! Ma non giudicare, né te né ciò che è fuori di te. La vita non è mai una palude, è un torrente che scorre e l’acqua rimbalza tumultuosa tra le rocce, senza una direzione coerente, assurda nel suo infrangersi a volte violento. Ma è viva, piena d’energia, sana festosa. Così sei tu. Creatore assurdo, incomprensibile, caotico, fragoroso; e poi quieto, prevedibile, silente; e di nuovo l’uno e l’altro. Finché arrivi al mare. Non giudicarti e non darti pena se sei ora un aspetto ora l’altro. Quando accetti di esserlo, la tua vita fluisce meglio. Altrimenti fluisce ugualmente, con un po’ di sofferenza: e non è detto che sia così male. Dio ci ha dato la libertà d’essere noi stessi così come siamo. Permetti dunque a te stesso di essere come sei … Questo  è il grande insegnamento del maestro Gesù e dei grandi maestri che si sono succeduti prima e dopo di lui. È un insegnamento molto semplice, eppure non è stato compreso. Per comprenderlo è necessario avere un cuore puro, limpido, libero da sovrastrutture mentali. Per comprenderlo è necessario essere liberi dal giudizio delle persone che ti stanno attorno e la cosa, ci rendiamo conto, non è molto facile. Perciò prendi queste nostre parole con la dovuta soavità e non preoccuparti di comprenderle fino in fondo. Sii libero di accoglierle o di respingerle.>> ...

Fonte: Bruno Scattolin “Siamo qui con Te - Una carezza per l’anima